Pregiudizio, diseguaglianze di potere, utilizzi non trasparenti dell’intelligenza artificiale: per molti di questi problemi non c’è ancora una risposta.
Il mese di aprile è stato particolarmente rilevante per la tematica dell’Intelligenza Artificiale. Difatti, sul fronte europeo, è stata presentata la bozza del Regolamento Quadro che dovrà affrontare i vari livelli legislativi per la promulgazione.
Per il settore del wealth management le principali sfide da affrontare nei prossimi anni saranno la crescente pressione competitiva e la necessità di soddisfare i bisogni di una clientela sempre più esigente
Nel 2017, Vladimir Putin ha affermato: «Chi svilupperà la migliore AI, diventerà il padrone del mondo». Queste le parole indirizzate a una platea di 16mila studenti durante l’evento «Knowledge Day» per l’inizio dell’anno accademico.
Il Covid-19 ha accelerato il processo di centralizzazione del cliente: per uscire dalla crisi, è oggi più che mai evidente la necessità di tenere il passo con le aspettative dei clienti.
L’automazione intelligente è sempre più al centro dell’agenda strategica e tattica di ogni organizzazione. Con IA (Intelligent Automation) si intende l’insieme delle tecnologie che abilitano sia una trasformazione sia un’automazione dei processi di business.
La realtà aumentata, o meglio ancora la sua variante denominata “realtà mista”, rischia di essere una delle tecnologie che avranno nel prossimo futuro il maggiore impatto non solo sul business, ma anche sul tessuto sociale dei Paesi più sviluppati.
“I cambiamenti che stiamo affrontando, provocati dal pervasivo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale in azienda, sono in realtà dei ricorsi storici. L’Intelligenza Artificiale non è altro che una delle tante buzzword che ci propinano le grandi aziende per distogliere la nostra attenzione su quelli che sono i reali problemi della nostra umanità”.